Un nuovo studio pubblicato su Nature Medicine ha sollevato preoccupazioni riguardo all’accumulo di microplastiche e nanoplastiche (MNPs) nei tessuti umani, con un focus particolare sul cervello. Le microplastiche, che derivano dalla degradazione di materiali plastici più grandi, sono diventate una minaccia ambientale sempre più rilevante, e la ricerca ha confermato la loro presenza in vari organi, tra cui rene, fegato e cervello.
Utilizzando tecniche avanzate di rilevamento, tra cui la spettrometria di massa a cromatografia del gas di pirolisi, la spettroscopia infrarossa a riflettanza totale attenuata (ATR-FTIR) e la microscopia elettronica con spettroscopia a dispersione di energia, gli autori dello studio hanno rilevato MNPs principalmente sotto forma di polietilene, con concentrazioni minori ma significative di altri polimeri. Sebbene la composizione plastica nei reni e nel fegato fosse simile, il cervello presentava proporzioni più elevate di polietilene. In particolare, le analisi di microscopia elettronica hanno rivelato che le microplastiche nel cervello si presentano principalmente come frammenti nanoscalari di tipo shard-like.
Il tempo di morte è risultato essere un fattore significativo nell’accumulo di microplastiche, con un incremento delle concentrazioni osservato tra i campioni prelevati nel 2016 e quelli prelevati nel 2024. Sorprendentemente, variabili demografiche come età, sesso, razza o etnia, non sembrano influenzare la concentrazione di MNPs nei tessuti deceduti.
Inoltre, è stato il riscontro di concentrazioni ancora maggiori di microplastiche nei cervelli di deceduti con diagnosi di demenza. In questi casi, è stata documentata una significativa accumulazione di MNPs nelle pareti dei vasi sanguigni cerebrali e nelle cellule immunitarie. Questi risultati pongono l’accento sull’importanza di comprendere meglio le vie di esposizione, i meccanismi di accumulo e di eliminazione, nonché i potenziali effetti sulla salute, in particolare sul cervello, di questa contaminazione ambientale.
Nat Med (2025). https://doi.org/10.1038/s41591-024-03453-1